venerdì 3 giugno 2016

Ho visto stamattina, in giardino 
la danza di due farfalline.
Era un volo, devo dire
perché c'erano ali in movimento
ma pareva qualcos'altro.
Una danza casuale
un caos apparente
che sottendeva il mistero
di una armonia cosmica.

Piccole macchie arancioni 
silenziose e frenetiche
roteavano nell'aria
come in un discreto gioco amoroso
un girotondo e un abbraccio.
Una piroetta 
e un abbraccio.
Una separazione
e un abbraccio.

Ho visto
in giardino
una metafora vaga
il messaggio forse
di una sapienza profonda.

Non distinguevo chi seduceva
e chi era sedotto
se seduzione c'era.
Se di maschio e di femmina si trattava.
O se era solo la legge scarna della natura
e l'unico sedotto alla fine  
ero io che guardavo 
e che forzatamente volevo vedere 
un significato
un senso arbitrario e personale
come sempre
in tutte le cose.

Certo, volevo vedere
oh, lo volevo
che nel mio ruzzolare confuso
intorno alla seduzione della vita
con le mie ansie e le paure
che vincerà, nonostante tutto 
alla fine 
quel legame invisibile.
Che è già un miracolo in se
e non ne aspetta altri.

Se rotoliamo davvero noi
nell'aria
come piccole farfalle arancioni
in una danza goffa e armoniosa ad un tempo.
Pur senza cambiare di un alito 
il corso del vento.
E per il solo piacere di chi ci guarda.
Se c'è, un occhio che ci guarda.
Anche quando inevitabilmente 
ci infileremo tra le grate del cancello
e un'automobile veloce porrà fine allo spettacolo.
 

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