lunedì 23 febbraio 2015

Che meraviglia!

Ah che meraviglia!
Quando ho detto così?
Che meraviglia!
Quando sono stato felice?

Ho provato meraviglia
qualche volta nella vita
ma mai lo dicevo
perché non c'era orecchio ad ascoltarmi.

Capitava
perché capita tutto nella vita.
E c'era magari qualche essere vivente nei dintorni.
Vicino a me, ma non con me.

C'erano uccelli a volte, in un cielo infuocato.
O pesci variopinti, in qualche mare inesplorato.
C'erano venti impetuosi e paesaggi sconfinati.
E il cuore mio scoppiava si, di meraviglia.

Ed era tutto amore, solo amore, sempre amore.
Amore bambino
presente da sempre 
in ogni istante.

E abbandonavo tutto ogni volta.
Per paura di poter esistere davvero
o di doverlo fare per l'obbligo di un destino
che pur conoscevo bene.

Ho avuto paura sempre 
di fare un salto in quella luce.
E ora vedo che le cose erano uno specchio
e la luce veniva da dentro di me.  
Ho provato meraviglia
qualche volta nella vita.
Ma poi alla fine l'ho detto, ripetendolo mille volte
che meraviglia, amore mio!

Ah la ricordo bene quella voce!
Quel sussurro lieve e ineluttabile.
Così simile al vagito di un neonato
inconsapevole d'esistere.

Ma poi la luce s'infrange
in una cascata di schegge lucenti.
E il sogno finisce
nell'incubo di un risveglio.

Ora sto seduto alla finestra del mio castello
come l'eterno convalescente che sono.
Su una sedia di metallo indistruttibile
guardo il "melo da potare".

Con una scheggia in più conficcata nella carne
e un martello 
implacabile 
nella mano.

martedì 17 febbraio 2015

L'amore può nascere ovunque
come i fiori.
Che non disdegnano l'acqua limpida
e il letame.

Ma certe magiche sintonie
certi miracoli
se fossero fiori
nascerebbero solo sulle cime più inaccessibili.

Non sono i fiori più belli
sono solo i più rari.
Così vicini alle nuvole
da perdersi in esse.



domenica 8 febbraio 2015

Vendo casa

L'erba è alta ormai lo so 
e dovrei potare il melo 
quanta polvere c'è 
dentro casa è tutto un velo 

La cucina guarda che cos'è 
quanti piatti sporchi da lavare 
e mia "madre" sempre qui 
che ripete non lasciarti andare 

E la gente intorno a me 
come un gufo vuole guardare 
ma di strano cosa c'è 
questa casa ha visto amore 
oggi vede un uomo che muore 

La poltrona a fiori è vecchia oramai 
quello strappo è da cucire 
ho la barba lunga come tu la vuoi 
ed ho voglia di morire 

Un panino una birra e poi 
la tua bocca da baciare 
e la fiamma si alza ancora dentro me 
questa casa è tutta da bruciare



        Lucio Battisti