martedì 21 aprile 2015

IL pentolino dei sogni

Potrei sembrare un cercatore di funghi
se il mio animo è un bosco intricato.
O un cercatore di tesori
più affine a una sperduta isola deserta.

Ma non sono ne l'uno, ne l'altro
anche se cerco e frugo
con l' affanno di una delirante speranza
e con mani sanguinanti.

Non so cosa cerco, ancora
che già un tesoro m'è piovuto addosso
e ho dovuto capire, piangendo
di non esserne degno.

E quando, capirò la lezione
che l'intrico della vita
è anche pieno di serpi
e oggetti taglienti?

Ripongo le cose che trovo
che non conoscevo ma erano mie.
Nella soffitta di in un passato 
che ormai è ben oltre il presente.

E' già passato, domani
anche se domani trovassi
una nuova paura
o una nuova verità.

Dio mi prepara un pentolino di sogni ogni sera.
E al mattino mi sveglio in subbuglio
vittima di un veleno che non uccide
o che lo fa lentamente.

Non so di che cibo Egli mi nutre 
ne perché.
E scopro gratitudine, frugando a fondo
per ogni dolore che si aggiunge.

Di giorno, sotto a  un intrico
dove m'era apparso l'amore
ho visto l'abisso tetro dell'odio
e l'ansia, del mio piede insidiato.

Di notte
la goccia continua di un "veleno"
che mi consuma
che m'uccide dolcemente.

Succede a volte
che l' amore si diluisca nell'odio
dopo mille delusioni e schiaffi del destino.
Epilogo triste di tante storie sentite raccontare.

Succede a volte
che qualcuno si nutra d'odio
dopo aver sprecato l'amore
per una vita intera.

Ma io, al mattino lo vedo, lo capisco
cerco ancora quella briciola
che mi son lasciato sfuggire
ma che non ho sprecato.

Nel pentolino dei sogni, stanotte
ho visto ancora i tuoi occhi
e ho sentito la tua voce
briciola sperduta nell'intrico del bosco.

martedì 14 aprile 2015

Conficcato e rassegnato
in sabbie mobili ereditate
affondo lentamente
al ritmo di vite diverse.

Scruto nel cielo
il presagio di una folgore
che verrà, lo so
alla prima distrazione.

Mi guarderò intorno alla fine
per sfinimento
e comincerò a pensare di accettare 
un qualsiasi  appiglio.

E la folgore allora  verrà
come un ladro nella notte.
Ladro di sogni
e di povere illusioni.

Così andrà
e nessuno mi biasimi.
Dentro a quest'uomo in realtà
ci guardo solo io.

Da sempre ligio al comandamento
d'amare negli altri, me stesso 
fatico e non poco
a cercarne un motivo.

Questo è l'equivoco, l'errore
l'amore resta fuori da me.
Si espande e brucia come un sole
ma non entra.

Non amo ciò che sono
ne ciò che potrei essere.
Ne mi appaga l' essere uomo
anche lo fossi davvero.

E muoio così, senza amore.
Seppur circondato da esso
seppur divorato dal desiderio 
d'amare.

Ora so come sarà il paradiso
se ce ne sarà uno alla fine.
L'ho visto alla finestra
in uno sguardo.