lunedì 25 agosto 2014

Specchi


L'amore mio è prigioniero degli specchi
confuso e ingannato dal riflesso.
Rapito da una vita rovescia
e da immagini rumorose.

L'amore mio è vergine e inesplorato
è invisibile, dietro al volto del mattino.
Immerso nel profondo
di un futuro già trascorso.

L'amore mio non muore
e non nasce.
Ma ha più fame della pancia
o più sete della gola.

L'amore mio è vero
e io mi nascondo
per non sentire il rimorso
per questo figlio abbandonato.

Il mondo è fatto di specchi troppo bassi
e il vento mi porta un sogno di mille frantumi lucenti.
Una vita che rinasce, risorge
col colpo amorevole di un martello.

Niente


Niente è e niente è stato.
Una canzone, per la strada
evoca un odore ma
è un sogno fatto di niente.

Non abbiamo fatto niente e non abbiamo detto niente.
Ore di niente.
Perdo pezzi lungo il cammino
ma la traccia che lascio dietro di me è sempre la stessa.

Non sono più triste, o meno triste
sono triste come lo sono sempre stato.
Per le cose che so
e per le cose di cui ho preveggenza.

Sei stata per un pò
in cima ai miei pensieri.
E lo sarai ancora
fin quando vedrò il mare.

Poi farò cadere un'altro foglio
nell'acqua
con la mia aria da poeta triste
distratto e senza bagaglio.

Un attimo


E viene presto una notte ululante.
Perché c'è vento stanotte.
Le finestre si scuotono e
la casa è piena di rumori.

La vita mia
di uomo spettinato
si rigira nello stomaco e
rumoreggia in lontananza.

Come se la tempesta che si appresta
penetrasse in me urlando
da qualche pertugio
dimenticato aperto.

Gli amori abortiti e mai nati
mi chiamano.
E gridano da quella evanescente lontananza
vieni.

Vieni e vivi ora
tutto in una notte
quel che fu sognato
e sempre taciuto.

La voce lamentosa
di un cuore scoperchiato
arriva portata dal vento
nei luoghi della notte.

Nelle città lontane e nelle pianure
oltre le catene montuose.
Sul fiume che scorre lento e maestoso
verso il mare.

Il mondo è pieno di  luoghi oscuri
in questa notte inquieta.
Anche là dove al tempo del sole accecante
s'è strozzata in gola la parola.

Così stanotte in quegli stessi posti
tra il sibilare del vento e il frinir delle foglie
si può sentire, tendendo l'orecchio
finalmente, ti amo.

Non t'ho amata ieri forse
e non t'amerò domani.
Ma ti amo ora, stanotte.
Nell'unico attimo di una vita.

Mare d'erba


Il mio occhio naviga nel verde
attraversa le sostanze
sorvola le anime in pena
e i cuori affranti.

Ecco a cosa si riduce
e cosa si vede ancora
di una emozione muta
infantile e cosciente.

Non distolgo lo sguardo
e rischio la vita
percorrendo una strada
senza attenzione.

E se vola un'agile ala
se sorge un sole arrossato
oppure ondeggia un albero
è valsa la fatica del respiro.

Riluttante a morire, ma anche a vivere
se non è vita di marinaio d'erba.
Navigante e naufrago
in questo mare d' emozioni.

Rondini e formiche


I rondoni hanno abbandonato il mio cielo
migrando come ad ogni stagione
sospinti ancora, verso nord
dal viaggio del sole.

Ieri hanno salutato, giostrando nel cielo
il piatto labirinto delle strade padane.
E chi, per fortuna o per caso
un saluto lo sa riconoscere.

Scruto le nuvole oggi
vuote dei suoni di quella stupida gioia.
Valuto il tempo che farà
e se la pioggia verrà.

Ma è azzurro il cielo e silenzioso.
E una grata invisibile si frappone
appena al di sopra
di un rapido passero.

Lavo un frutto quasi finto, da sconosciuti veleni.
E vedo un cataclisma per terra, di formiche impazzite.
Miriade di puntini neri frenetici
senza una direzione precisa.

Ho sconvolto un mondo ahimè
ho disperso un esercito.
Io che non volo
io che non saluto.

Costantemente la terra mi attira
come una madre che chiama.
E io corro, come formica
senza una direzione precisa.

sabato 23 agosto 2014

La montagna

Sono andato alla montagna e le ho chiesto
che devo fare?
Dalla montagna, bianca di neve e di nuvole
venne un vento forte.

Ancora una stagione arriva
di pene e sonni agitati.
So riconoscere ormai, i segni del tempo
e annuso l'aria come un cervo del bosco.

La giovinezza che ho buttato
ritorna come un vento di tramontana.
Per mettere alla prova le mie radici
attaccate alle nuvole.

Pentimento


Io vivrò e mi pentirò
d'aver vissuto.
Correrò e mi pentirò
d'avere corso.

Camminerò
sbagliando ogni passo.
E parlerò
dicendo parole non mie.

E se amerò, mi pentirò
alla fine
nel buio di una stanza
di non aver amato abbastanza.

La tigre in cucina


Ho squarciato il mio petto
ho sradicato il mio cuore
sanguinante e dolente
e l'ho messo sul tavolo.

Appoggiato sul mento
guardo il mio cuore.
E lui guarda me
senza dir niente.

L'orologio sul muro
scandisce il destino.
La verità, sul tavolo
mi avvinghia per sempre.

Ecco la verità che non ho mai visto
e non ho mai avuto.
Il cuore vitale del mondo
sul tavolo di casa mia.

C'è una tigre distesa sul tavolo
e un orologio sul muro.
Con calmo e potente respiro
mi guardano entrambi.

Mi rannicchio come un bimbo
tra le braccia di Dio.
Non c'è altro da fare
non c'è altro da dire.

Se non vedere
e capire.
Vivere
e poi morire.

Attesa


Non avendo nulla da dipingere
ne parole da dare
o segreti da svelare
aspetto.

Che piovesse dal cielo
su di me un rimprovero
o un tardo conforto
o sia pure una folgore.

Mi addormento con calma
a dispetto di un giovane sonno.
E se sogno, son sogni fedeli
umani, terreni.

Povero ancora, come un tempo
di sguardi e volti nel cuore.
Povero, di voci leggere
e di parole d'amore.

Non è un deserto, non è solitudine.
E' quello che è
è la vita mia di sempre
con meno rumori di fondo.

E se le mani voleranno
e se Dio o la Morte, o entrambi
verranno da me
sarà forse, chissà, solo felicità.

Poesia di nomi

Se parlar con te non posso
perché non esisti
allora parlerò con me.
Ma parlerò di te.

Senza dir mai il tuo nome
o dicendoli tutti
giorno dopo giorno
fino alla fine dei giorni.

Notte perfetta


Se la luna mi baciasse, stanotte
e le stelle del cielo danzassero.
Se fosse bello viver così
al limitar del buio.

E se anche zampillasse una fontana
e cantasse l'usignolo.
Se perfetta fosse
questa notte nera.

Morir vorrei comunque
dormendo
e sognando.
Chiedendo scusa e perdonando.

E perfetta è
questa notte ferma
e il suo silenzio odoroso
di fiori e di erba.

Ma non per dire ora
o ricordare
ciò che ho smarrito per strada
e non ho più.

Perfetta è
questa notte
per ingannare i sensi
e amare il mondo.

L'ultimo treno

E passa, passa senza ritorno
ancora un treno.
E fugge via veloce
lontano.

Il vento rovescia i miei fogli
i miei piani.
E geme il mio cuore
per quel sordo fragore.

Forse qualche occhio mi guarda
mi pensa.
E pensa a quella vita
intravista.

L'impulso è di correre ma sto
dove sono
attaccato alla terra
e al destino.

Coi pugni stretti
la saliva seccata
gli occhi chiusi
e un letto già pronto.

E' passato, l'ultimo treno
lasciando l'aroma di mondi lontani.
E un sogno vago
che svolazza nell'aria.

Torna il silenzio
nel mio campo arato.
E il fruscio delle foglie
mi riprende.

Rimane solo, ancora per un pò
sotto ai piedi
il residuo tremore
d'un perduto amore.

Tutto ciò che non sei




Eppur non sei
tu, nella mia vita
l' occasione perduta
o il rimpianto.

Non sei  promesse mancate
o colpe commesse.
Se  pure con te ho pensato
al frutto proibito.

Somiglianza della bellezza
che mi calza.
Evocazione di ciò che brilla
nei miei occhi.

Se ci potrà essere un giorno
quel paradiso che ho visto, guardando te
non sarà mio.
Ne forse, tuo.

Vorrei dirtelo
se fossi tu
la catena che m'incatena
ti amo.

Ma nemmno c'è
nella mia vita
l'amore
allo specchio, o al bar.

Che questa si
è l' occasione perduta
la promessa mancata
e la colpa commessa.

Il costo di un bacio



Ecco, sei tu colei che in sogno baciai
e quanto sangue mi costò
ahimè dalla bocca
l'averti baciata.

Per non averti
e non esser mai tuo
pagherò questo prezzo
il costo di un bacio.