Così si muore dunque
perdendo qualcosa ogni giorno
per distrazione magari
o atavica incoscienza
Così, si muore
senza volerlo davvero
eppure accettando
che tutto ci scivoli via
pezzo dopo pezzo, cadendo
lentamente, senza rumore.
Come d’autunno perenne
il tappeto di foglie ingiallite
di ciò che eravamo
ciò che siamo stati.
Splendenti noi
di verde e di sole.
E d’occhi incantati
e cuori palpitanti
e mani innocenti.
Così si muore
e così si vive.
Senza nemmeno ricordare
quando la fiamma si spense.
Se vita ci fu, se bruciò
in qualche strana, lontana stagione.
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