Vincerà su di me
alla fine
il vuoto
la melassa vischiosa.
E avrò perso
tutto.
Non qualcosa, o qualcuno
o una festa di fine stagione, no.
Perderò l'arte, lo spirito
una vera identità.
Non avrò un profilo
un'immagine che mi definisca.
E sparirà anche l'es
alla fine.
Tornerà nel pozzo, deluso
esasperato ed incredulo.
Regalasi un cuore e una mente
oggetti vintage fuori uso.
Soprammobili inerti
originali e retro.
E sia, la pazzia
di un sonno deambulante
cosparso di sogni astratti
e senza senso.
Lingue di fuoco, bolle colorate e
una spirale ipnotica che gira e
un ticchettio frenetico, continuo
come il passo di uno che corre
nella notte.
Che si allontana
e si avvicina.
Si allontana
si avvicina.
Troppo dolore
troppo.
Per non desiderare di perdere
di lasciar perdere
ogni cosa.
Non si può avere tutto
ma si può perdere, tutto.
E il contrario di tutto è
niente.
Vuoto, silenzio, buio
e un ticchettio di passi nella notte
come di qualcuno che corre.
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