martedì 12 aprile 2016

Ti guardo





Le nuvole corrono veloci
e l'ombra che, riluttante
tuttavia sottendo
gira intorno a me
trascinando in un vortice 
caotico e silenzioso
sogni e visioni confuse.

E io ti guardo 
ti guardo, rimanendo
nel luogo ineluttabile
alla fine della strada.

Inevitabilmente fermo 
radicato
come vegetale 
come pianta
rampicante senza sostegno.

Sia pur vivo, inspiegabilmente
in qualche modo.
In una vita sospesa
intrisa di una linfa invisibile
inestricabile e tenace.
che neppure io conosco
e che non posso modificare 
o far fluire all'incontrario.
O fermare.

Che altre stagioni non aspetto
ne desidero.
E ti guardo allora
e guardo l'amore  
nelle nuvole che fuggono
nel roteare delle stelle la notte.
 
Ti guardo
condannato a non vederti
per un senso tutto mio e solo mio
di uno stupido destino 
atroce e secolare.

I giorni si scrostano dal muro
così
uno dopo l'altro.
E il mio volto al mattino
è diventato trasparente.

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