Le nuvole corrono veloci
e l'ombra che, riluttante
tuttavia sottendo
gira intorno a me
trascinando in un vortice
caotico e silenzioso
sogni e visioni confuse.
E io ti guardo
ti guardo, rimanendo
nel luogo ineluttabile
alla fine della strada.
Inevitabilmente fermo
radicato
come vegetale
come pianta
rampicante senza sostegno.
Sia pur vivo, inspiegabilmente
in qualche modo.
In una vita sospesa
intrisa di una linfa invisibile
inestricabile e tenace.
che neppure io conosco
e che non posso modificare
o far fluire all'incontrario.
O fermare.
Che altre stagioni non aspetto
ne desidero.
E ti guardo allora
e guardo l'amore
nelle nuvole che fuggono
nel roteare delle stelle la notte.
Ti guardo
condannato a non vederti
per un senso tutto mio e solo mio
di uno stupido destino
atroce e secolare.
I giorni si scrostano dal muro
così
uno dopo l'altro.
E il mio volto al mattino
è diventato trasparente.
Nessun commento:
Posta un commento