Qui, su questa terra
rotonda
che può sembrare un giardino
al mattino
e una landa desolata la sera
qui si è svolta ogni vicenda
e sono ruzzolate le vite
inconsistenti
di uomini allo sbaraglio.
Qui, si sono consumate le tragedie
e bruciate le speranze
negli effimeri giorni
del destino
Qui, storie tutte uguali
alla fine
hanno percorso, ostinate
lo stesso labirinto senza uscita.
E gli amori sono apparsi
qualche volta
come piccoli vortici di polvere
nel deserto
che subito il vento delirante
dell'umana debolezza
ha dissolto.
Anche la memoria vola via
nella frenetica commedia della vita.
Cancellata con ansia
e frettolosamente
quando induce il vago sospetto
di una mancanza
o il sentore di un invisibile crimine.
E solo un poeta, o un pazzo
disseppellisce ciò che è sepolto.
Un vecchio
al cospetto delle vite passate
tra cui, con un sorriso amaro
riconosco anche la mia.
Come un pazzo
impazzito di poesia
osservo incredulo ora
questa terra rotonda.
E guardo in faccia la mia colpa
che non si può rimediare in una vita
ma semmai espiarla in un'altra
d'aver seppellito vivo
l'amore.
E cerco in fondo al cuore una scusa
e di negare la responsabilità
in qualche modo.
O di dividerla con altri
per gridare al cielo
che altri furono colpevoli.
Ma non trovo nessuno
nel deserto
se non le immagini di chi non c'è più.
E lo specchio mi aspetta, implacabile
ogni mattina e ogni sera
così che il pavido sguardo
non sa più dove nascondersi.
E mi tocca
guardare quella faccia.
Mi tocca
portare da solo il fardello
anche se mi conforta un poco
vedere che su questa terra
le vittime chiedono sempre perdono
a motivo di un presagio costante
della colpevolezza originale
d'essere uomo.
Vedo
che nessuno è colpevole
su questa terra
rotonda.
E che nessuno è davvero
innocente.
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