sul far della sera
quando finalmente tace ogni cosa
e ogni voce.
Quando le immagini vorticose
di un altro giorno faticoso
sono già vecchie fotografie
ingiallite
Col gusto caro, d’un pianto sommesso
s’apre l'anima mia e fugge
dalla gabbia delle inutili attese
e dall'angusta ristrettezza del mondo.
Quanta strada è capace di fare l’amore!
Quante montagne scavalca
e valli
e mari tempestosi.
Quanta strada
per trovare un approdo alla fine
in un riposo riluttante
ma inevitabile.
E quando può sembrare un premio
a volte è un castigo.
E se appare un castigo, il morire
è un premio.
La paga alla fine del giorno.
Quanta strada, se guardo indietro.
E quanto tempo
srotolato come un tappeto
con disegni caotici.
E quanto penare silenzioso
nel vuoto dominante della notte.
Un vuoto senza nome
o con un nome troppo grande
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