se il mio animo è un bosco intricato.
O un cercatore di tesori
più affine a una sperduta isola deserta.
Ma non sono ne l'uno, ne l'altro
anche se cerco e frugo
con l' affanno di una delirante speranza
e con mani sanguinanti.
Non so cosa cerco, ancora
che già un tesoro m'è piovuto addosso
e ho dovuto capire, piangendo
di non esserne degno.
E quando, capirò la lezione
che l'intrico della vita
è anche pieno di serpi
e oggetti taglienti?
Ripongo le cose che trovo
che non conoscevo ma erano mie.
Nella soffitta di in un passato
che ormai è ben oltre il presente.
E' già passato, domani
anche se domani trovassi
una nuova paura
o una nuova verità.
Dio mi prepara un pentolino di sogni ogni sera.
E al mattino mi sveglio in subbuglio
vittima di un veleno che non uccide
o che lo fa lentamente.
Non so di che cibo Egli mi nutre
ne perché.
E scopro gratitudine, frugando a fondo
per ogni dolore che si aggiunge.
Di giorno, sotto a un intrico
dove m'era apparso l'amore
ho visto l'abisso tetro dell'odio
e l'ansia, del mio piede insidiato.
Di notte
la goccia continua di un "veleno"
che mi consuma
che m'uccide dolcemente.
Succede a volte
che l' amore si diluisca nell'odio
dopo mille delusioni e schiaffi del destino.
Epilogo triste di tante storie sentite raccontare.
Succede a volte
che qualcuno si nutra d'odio
dopo aver sprecato l'amore
per una vita intera.
Ma io, al mattino lo vedo, lo capisco
cerco ancora quella briciola
che mi son lasciato sfuggire
ma che non ho sprecato.
Nel pentolino dei sogni, stanotte
ho visto ancora i tuoi occhi
e ho sentito la tua voce
briciola sperduta nell'intrico del bosco.
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