E viene presto una notte ululante.
Perché c'è vento stanotte.
Le finestre si scuotono e
la casa è piena di rumori.
La vita mia
di uomo spettinato
si rigira nello stomaco e
rumoreggia in lontananza.
Come se la tempesta che si appresta
penetrasse in me urlando
da qualche pertugio
dimenticato aperto.
Gli amori abortiti e mai nati
mi chiamano.
E gridano da quella evanescente lontananza
vieni.
Vieni e vivi ora
tutto in una notte
quel che fu sognato
e sempre taciuto.
La voce lamentosa
di un cuore scoperchiato
arriva portata dal vento
nei luoghi della notte.
Nelle città lontane e nelle pianure
oltre le catene montuose.
Sul fiume che scorre lento e maestoso
verso il mare.
Il mondo è pieno di luoghi oscuri
in questa notte inquieta.
Anche là dove al tempo del sole accecante
s'è strozzata in gola la parola.
Così stanotte in quegli stessi posti
tra il sibilare del vento e il frinir delle foglie
si può sentire, tendendo l'orecchio
finalmente, ti amo.
Non t'ho amata ieri forse
e non t'amerò domani.
Ma ti amo ora, stanotte.
Nell'unico attimo di una vita.
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