lunedì 25 agosto 2014
Rondini e formiche
I rondoni hanno abbandonato il mio cielo
migrando come ad ogni stagione
sospinti ancora, verso nord
dal viaggio del sole.
Ieri hanno salutato, giostrando nel cielo
il piatto labirinto delle strade padane.
E chi, per fortuna o per caso
un saluto lo sa riconoscere.
Scruto le nuvole oggi
vuote dei suoni di quella stupida gioia.
Valuto il tempo che farà
e se la pioggia verrà.
Ma è azzurro il cielo e silenzioso.
E una grata invisibile si frappone
appena al di sopra
di un rapido passero.
Lavo un frutto quasi finto, da sconosciuti veleni.
E vedo un cataclisma per terra, di formiche impazzite.
Miriade di puntini neri frenetici
senza una direzione precisa.
Ho sconvolto un mondo ahimè
ho disperso un esercito.
Io che non volo
io che non saluto.
Costantemente la terra mi attira
come una madre che chiama.
E io corro, come formica
senza una direzione precisa.
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