ancora un treno.
E fugge via veloce
lontano.
Il vento rovescia i miei fogli
i miei piani.
E geme il mio cuore
per quel sordo fragore.
Forse qualche occhio mi guarda
mi pensa.
E pensa a quella vita
intravista.
L'impulso è di correre ma sto
dove sono
attaccato alla terra
e al destino.
Coi pugni stretti
la saliva seccata
gli occhi chiusi
e un letto già pronto.
E' passato, l'ultimo treno
lasciando l'aroma di mondi lontani.
E un sogno vago
che svolazza nell'aria.
Torna il silenzio
nel mio campo arato.
E il fruscio delle foglie
mi riprende.
Rimane solo, ancora per un pò
sotto ai piedi
il residuo tremore
d'un perduto amore.
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